Ercolano era un piccolo centro abitato, alle pendici del Vesuvio, vicino al mare e a non grande distanza dalla colonia greca di Neapolis. Il mito narra che fu fondata da Ercole, ed è assai probabile che le sue origini risalgano ad epoca remota. Per un certo periodo essa dovette subire l'influsso politico e culturale di Cuma e di Neapolis prima di essere inclusa nella dominazione sannitica della Campania, sul finire del V secolo a.C. Fu con ogni probabilità coinvolta nella seconda guerra sannitica e più tardi partecipò alla guerra sociale, ribellandosi a Roma, sicché espugnata da Tito Didio, legato di Sulla nell'89 a.C. venne ridotta a municipio romano. Anche Ercolano subì gravi danni dal terremoto del '62 d. C., dal quale si risollevò grazie anche all'intervento imperiale, e fu, come Pompei, vittima dell'eruzione vesuviana dell'anno 79; ma invece di essere seppellita da una pioggia di ceneri e lapilli, venne investita da nubi ardenti di gas tossici alternate, per almeno sei volte, a colate piroclastiche, che travolsero persone, oggetti e strutture, sradicando persino o tetti delle abitazioni, e si accumularono gradualmente sulla città, coprendola interamente e assumendo, solidificandosi, la consistenza di un banco compatti, simile al tufo nella durezza e nell'aspetto: il livello del terreno s'innalzò così in media di una ventina di metri. Le stesse colate, giungendo al mare, determinarono l'avanzamento di circa 450 metri della linea della costa e causarono un maremoto. Dopo l'eruzione l'imperatore Tito inviò sul luogo due commissari allo scopo di destinare i beni delle vittime senza eredi al risarcimento delle cittadinanze colpite. Stando comunque alle fonti e ai rinvenimenti, il sito dovette essere, almeno parzialmente, rioccupato in età antica. La riscoperta di Ercolano fu dovuta al caso; nel 1711 il principe di Elboeuf, comandante della flotta austriaca, facendo scavare un pozzo in una sua proprietà al bosco dei frati Alcantarini, s'imbattè nelle rovine del teatro e ne trasse marmi e sculture che andarono disperse e in parte sono conservate al Museo di Dresda. Invece lo scavo sistematico dell'antica città iniziò nel 1738, per volere del re Carlo di Borbone, che fondò più tardi anche l'Accademia ercolanese per promuovere lo studio e la pubblicazione dei ritrovamenti. Le circostanze del seppellimento rendevano praticamente impossibile uno scavo all'aperto e pertanto Ercolano venne esplorata attraverso pozzi e gallerie sotterranei, seguendo l'andamento delle strade e degli edifici e riportando alla luce sculture, mosaici, pitture e oggetti vari che formarono il Museo ercolanese, allogato nella vicina reggia di Portici. Il sistema di esplorazione restò tale fino al 1765, poi, ripreso lo scavo nel 1828, il lavoro si eseguì all'aperto. Gli scavi sono ancora in corso e proseguono molto lentamente sia per le difficoltà tecniche che si incontrano nel liberare i ruderi dalla compatta massa fangosa e nel deviare le acque sotterranee che invadono la parte più bassa della città per effetto del bradisismo, sia perché sull'area di Ercolano sorge oggi il comune di Resina. La pianta di Ercolano si presenta estremamente regolare, con strade ad angolo retto, secondo un sistema a scacchiera che ritroviamo nella vicina Neapolis greco-romana: il centro è costituito dal Foro e dai grandi edifici pubblici che vi erano accanto.
abitanti....................... 58.752 altitudine............... m.9-44 s.l.m. c.a.p./pref.tel.............. 80056/081 denominazione abitanti...... ercolanesi santo patrono.. santa maria di pugliano superficie totale........... 19,640 kmq |

![]() |
![]() |