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Pozzuoli

Il nome dell'antica Pozzuoli era Dikaiarcheia (città del giusto governo). Fu fondata nel 529-28 a.C. da coloni di Samo, banditi dal tiranno Policrate, con l'intento di contrapporla al governo tirannico della madrepatria. Con la conquista della Campania nel 338 a.C. da parte dei Romani, cambiò il nome in Puteoli, per l'abbondanza di sorgenti termali del suo rio; divenne per ragioni politiche e commerciali uno dei più importanti porti del Mediterraneo. La vera nascita di Pozzuoli, come porto romano, avvenne durante la Seconda guerra Punica, quando Fabio Massimo fece fortificare e cingere di mura la città, per impedire che Annibale se ne impadronisse (215 a.C.); infatti il condottiero cartaginese, avendo intuito la importanza marittima di Pozzuoli, voleva utilizzarla come porto di rifornimento per le sue truppe. Dopo la sconfitta di Annibale a Zama nel 202 a.C., Pozzuoli divenne una delle più importanti colonie marittime del litorale tirrenico meridionale, sia per la sua posizione riparata dai venti, sia per la facilità di comunicazioni con Capua e Roma. Ben presto essa divenne il centro dei rapporti tra Roma e l'Oriente ed ebbe carattere cosmopolita: tutte le lingue e tutte le religioni del mondo antico vi si ritrovavano; numerose popolazioni dell'Oriente avevano qui delle stazioni commerciali. Si può dire che tutto il commercio mondiale si concentrò a Pozzuoli; la città, dal II secolo a.C. al I d.C., attraversò un periodo di straordinario splendore, testimoniato dai resti archeologici e dalle opere degli scrittori antichi. La fortuna di Pozzuoli cominciò a declinare con il sorgere del porto di Ostia alla foce del Tevere; tuttavia essa continuò ad essere, fino alla fine dell'Impero, il primo porto della Campania. Infatti la maggior parte dei monumenti puteolani è di età imperiale, del periodo tra Vespasiano ed Adriano, quando già la città cominciava a decadere. Grazie alle numerose industrie locali del vetro e delle ceramiche, alle esportazioni di zolfo e di allume, ed alle cave di pozzolana, Pozzuoli continuò a vivere. Saccheggiata durante le invasioni barbariche di Alarico (410), di Genserico (455), poi di Totila (545), la città si spopolò e perse la sua importanza. Ciò nonostante, durante il Medioevo, restò in vita come centro agricolo e di pesca, e grazie allo sfruttamento delle acque termali.