Oreste Ferrara, un napoletano a Cuba

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e se lo dice il Corriere – Corriere del Mezzogiorno 7 Feb 2020

Fabrizio Geremicca

Oreste Ferrara, un napoletano anarchico a CubaL’avvocato Senatore gli ha dedicato un libro. «Dopo Colombo è l’uomo più noto a L’Avana»NAPOLI Sono in pochi in Italia a conoscere la storia di Oreste Ferrara (1876-1972), un napoletano noto alla polizia politica di Giolitti per le sue idee rivoluzionarie che incluse in una sola vita molteplici esistenze: focoso garibaldino, sostenitore della lotta per l’indipendenza cubana, uomo di Stato e suddito del potere che aveva disprezzato, banchiere, imprenditore di successo.Una vita ricca, contraddittoria, controversa che si concluse a Roma 48 anni fa.«Oreste è stato dopo Cristoforo Colombo — dice l’avvocato Alessandro Senatore — l’italiano più importante nella storia di Cuba». Senatore gli ha dedicato anni di studi e ricerche ed un libro, che si intitola L’Anarchico elegante (Edizioni Metec Allegre) ed è stato tradotto in spagnolo (El Anarquista Elegante – Ediciones Boloña) in una nuova edizione impreziosita dal prologo dell’Historiador de la Ciudad de la Habana, Eusebio Leal Spengler, massima espressione della cultura cubana. Sarà presentato oggi nel Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli (dalle ore 17). Al dibattito, che sarà moderato da Massimo Milone, direttore Rai Vaticano, interverranno Anna Imponente, direttrice del Polo museale di Napoli e della Campania; Lisset Argüelles, responsabile dei temi culturali dell’ Ambasciata di Cuba in Italia; Domenico Ciruzzi,presidente della Fondazione Premio Napoli; Luis Martí Mingarro, decano dell’ Ordine degli avvocati di Madrid;lo storico Luigi Mascilli Migliorini. E’ annunciata anche la presenza del sindaco Luigi de Magistris e di José Carlos Rodríguez Ruiz, ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia. Al termine ci sarà un’esibizione di musica tradizionale cubana del Septeto Naborí.«Ferrara — racconta Senatore — era un giovane rivoluzionario, spinto dagli ideali risorgimentali il quale, alla fine dell’800, decise di partire per Cuba e lottare per l’indipendenza di quel popolo. Andò via dall’Italia perché riteneva che i Savoia avessero tradito gli ideali garibaldini. Un personaggio controverso, sconosciuto in Italia e demonizzato a Cuba, per essersi posto, negli anni 30 del secolo scorso, al servizio di Gerardo Machado, un presidente sanguinario costretto alle dimissioni da una rivolta popolare». Uomo di azione — partecipò a molte battaglie e fu protagonista di 12 duelli — e di pensiero,che scrisse 40 libri. «Oreste — ricorda l’autore del libro — oltre ad essere stato un prestigioso avvocato a Cuba e negli Stati Uniti, docente di diritto all’Avana, banchiere ed imprenditore di successo negli Usa (fonderà la Banca d’America e d’Italia con Amedeo Giannini e la compagnia telefonica Itt Corporation con Sosthenes Behn) — attraverserà la vita politica di Cuba e diventerà a soli 22 anni governatore della provincia di Las Villas, poi presidente della Camera, fino ad assurgere all’incarico di ministro degli Esteri a Cuba».Il libro sta ora vivendo una seconda vita. «Lo scrissi dieci anni ed ebbe un buon successo in Italia. Lo presentai a Cuba, dove la sua casa ospita ora il museo napoleonico, ma ebbe un’accoglienza abbastanza fredda. Immagino che sia dipeso da quella parte della sua biografia che lo lega all’esperienza politica di Machado. Il libro e’ stato riscoperto recentemente grazie al contributo di Leal, l’uomo che ha fatto rinascere La Habana Vieja. E’ stato lui ad incoraggiarmi a proporre una nuova edizione».